Il progetto (titolo provvisorio: “2012, d.C”), promosso dal gruppo culturale della Parrocchia di Borgomanero, si propone di parlare a tutti, credenti e non, attraverso una riflessione sull’uomo, partendo dalle domande profonde e da ciò che esse producono.
Ci spinge e ci motiva la volontà di impostare un dialogo significativo con la cultura contemporanea, con lo scopo da un lato di fornire ai credenti strumenti per comprendere meglio la differenza che la vita di fede può fare nell’affrontare le problematiche che il vivere nella “città degli uomini” può presentarci; dall'altro di dar vita ad un proficuo scambio culturale anche con chi non condivide con noi il sentimento religioso.
Per attuare gli obiettivi appena accennati si è pensato dunque di partire dalla vita concreta dell’uomo contemporaneo, dalle domande profonde che ogni giorno interessano, influenzano ed indirizzano la vita di tutti noi. Il tema scelto, come suggerisce lo stesso titolo del progetto per l’anno 2011, “2012, d.C.”, è la domanda che da sempre porta l’uomo ad interrogarsi sulla “fine”, la quale tocca la vita di ognuno ma pure la storia e l’universo. La nostra riflessione prende dunque le mosse da quello che comunque è un desiderio, un bisogno imprescindibile dell’essere umano, ovvero il cercare di conoscere se e cosa vi sia dopo la fine della vita terrena, del mondo, dell’universo e della storia.
Un tema talmente vasto, ne siamo perfettamente coscienti, non può essere sviscerato in un ciclo di pochi incontri; tuttavia essi possono essere un buono strumento per invitare alla riflessione e all’approfondimento.
Nel lavoro svolto durante la scorsa estate abbiamo avuto modo di accordarci sulla formula che intendiamo adottare per i suddetti incontri; prevediamo quattro occasioni in ognuna delle quali affrontare un aspetto del vasto tema della “fine”.
1. Un primo incontro va nella direzione stessa che il titolo indica. Si parte dalla data del 2012, in questi due anni proposta dai mass media occidentali – a partire da un'interpretazione del calendario maya - come probabile fine del nostro mondo.
Puntiamo a cercare di capire quali siano e da dove siano nati i principali millenarismi nella storia e soprattutto quali siano le condizioni socio-culturali che, di volta in volta, ne hanno provocato lo sviluppo. Contemporaneamente vorremmo cercare un quadro delle manifestazioni attuali di simili movimenti ed il rapporto che i principali di essi possono avere con la fede cristiana, sia da un punto di vista di similitudini e differenze, sia capendo il punto di vista della fede cristiana su queste tematiche.
2. Il secondo spunto di riflessione riguarda il destino dell’universo. In una civiltà scientificamente avanzata come la nostra vorremmo poter pensare alle varie teorie sulla fine del nostro universo. Inoltre avremmo intenzione di interrogarci, con l’aiuto di un astrofisico, riguardo all’ordinamento dell’universo; esso è un fatto caotico, senza un perché, o al contrario costituisce un insieme armonico, ordinato e finalizzato? Dal punto di vista di chi crede come si può far dialogare le idee scientifiche riguardanti questo tema con il pensiero cristiano di un universo anch’esso creatura di Dio, destinato alla felicità e alla vita dell’uomo?
3. Un terzo momento di riflessione sarà invece dedicato all'approfondimento della Sacra Scrittura, e in particolare del libro dell’Apocalisse. La volontà è quella di pensare a come la Bibbia indichi una strada al cristiano per guardare alla “fine”. La proposta che da essa ci viene è forse una provocazione al terrore per ciò che è ineluttabile o piuttosto un grande inno alla speranza in Cristo? In quali caratteristiche del testo sacro possiamo trovare le risposte che ci servono?
4. L’ultimo incontro che intendiamo promuovere sarà invece di tipo interattivo e interesserà in modo significativo la città di Borgomanero. Si vuole realizzare tutto ciò con alcuni eventi collegati tra loro in una giornata dedicata a chiunque passi per le strade e si possa voler interessare all’iniziativa. Come proposte, sempre legate al tema dei precedenti incontri, sono stati scelti i seguenti momenti, fra quali i partecipanti potranno scegliere, e che si ripeteranno ciclicamente. In primo luogo, esistendo nell’Oratorio della Parrocchia una compagnia teatrale amatoriale di buon livello si è richiesta la rappresentazione dell’opera “Waiting for Godot”, celebre lavoro di Samuel Beckett. Contemporaneamente, in altro luogo si offrirà la testimonianza di persone vicine al mondo della cura dei malati terminali, che porteranno la loro esperienza vissuta a contatto con chi, costretto dalla malattia, vede ogni giorno avvicinarsi la propria fine. Altro luogo dedicato all’evento sarà la chiesa parrocchiale, per un momento di meditazione sulla passione e la croce di Cristo, nonché sul superamento di esse nella risurrezione. Infine un quarto stand sarà dedicato ad una mostra di arte contemporanea curata da una galleria d’arte cittadina sulla “fine” nell’arte figurativa contemporanea.
L’ultimo evento punta quindi ad essere conclusione del ciclo di incontri per il 2011 che, seppur breve, vuole farsi sentire nel tessuto sociale della città come occasione di dialogo e crescita comune.
Sperando che il progetto coinvolga e soddisfi una buona quantità di pubblico, offrendo occasioni qualitativamente alte e degne dello scopo che ci siamo dati, ci sentiamo di concludere con parole di S. Tommaso, secondo il quale: «Pensiero e ragione si possono conciliare, anzi, la ragione serve agli esseri umani per interrogarsi anche su alcuni enigmi di fede. Lo scopo di fede e ragione è lo stesso […]».
Prima certezza: abbiamo Introvigne! Venerdì 14 gennaio...
RispondiEliminaGrazie a Mattia e a don Marco